Enrico Berlinguer quarant’anni dopo. Il racconto della sua guardia del corpo

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Io, guardia del copro di Berlinguer. L’angelo custode di Enrico Berlinguer racconta i suoi lunghi anni accanto al segretario del PCI

«Questo è un libro sulla storia della sinistra, sul viaggio di emancipazione di un figlio di nessuno attraverso la speranza, l’amore e la politica. “Ultimo tango a Botteghe Oscure”, per un ragazzo di vita, e di partito».

Dalla Prefazione di Luca Telese

Può sembrare strano che Enrico Berlinguer, il segretario del Partito Comunista, fosse circondato da un gruppo di “angeli”. Eppure è vero. Erano gli uomini della sua scorta, a lui fedelissimi e legati da un vincolo quasi parentale, che assicurarono la sua incolumità in anni difficilissimi e spesso tragici. Roberto Bertuzzi, l’autore di questa autobiografia, era uno di questi. Assunto nel Servizio di Sicurezza del PCI, trova nel partito una ragione di crescita e di riscatto totale. Diventa il responsabile della sicurezza di leader come Giorgio Napolitano e Alessandro Natta. Ed è soprattutto l’angelo custode di Enrico Berlinguer. Sarà la sua “ombra” fedele e rassicurante. Sino a quel 7 giugno del 1984 a Padova, quando Berlinguer si accasciò sul palco del suo ultimo comizio per il malore che lo porterà via quattro giorni dopo. Bertuzzi era lì, come sempre: e visse in diretta e in prima persona l’epilogo prematuro di uno degli uomini politici più amati di tutta la storia d’Italia.

Roberto Bertuzzi nasce a Roma l’8 giugno 1948. Dopo un’infanzia e un’adolescenza travagliate, il 16 marzo del 1978, il giorno del rapimento dell’onorevole Aldo Moro, viene assunto presso i Servizi di Sicurezza del PCI nella Direzione Nazionale di via delle Botteghe Oscure, dove rimane fino al 1992.

Casa Editrice: Aliberti Compagnia Editoriale

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