Ottiero Ottieri, Donnarumma all’assalto, Utopia Editore

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Alla fine degli anni cinquanta, una grande azienda settentrionale deve impiantare uno stabilimento nel cuore del sud e affida a uno psicologo l’incarico di sceglierne il personale. Sottoponendo i candidati a una valutazione psicotecnica, il selezionatore registra nel suo diario l’esito dei colloqui. Sa perfettamente che, in un’area depressa del paese, gli spetta il compito difficile di segnare il destino dei candidati: poche famiglie si salveranno e molte altre, invece, prive di una fonte stabile di reddito, continueranno a vivere nella miseria. A mano a mano, perciò, l’uomo solidarizza con gli aspiranti lavoratori, fino a calarsi appieno nel dramma della loro disperazione, quella di chi si aggrappa al miraggio di un posto di lavoro per liberarsi dalla povertà. Nonostante la sensibilità e i buoni propositi, il protagonista sa che l’azienda deve selezionare soltanto chi è adatto al lavoro, nel pieno rispetto del modello capitalistico. Non sembra rassegnarsi a tutto questo Donnarumma, un lavoratore meridionale che non concepisce appieno le trafile burocratiche e i test attitudinali, diffidando della parola scritta, desideroso com’è di fornire manodopera in cambio di una paga. Un desiderio dagli esiti imprevedibili, che si alimenta di dolore e violenza.

Dopo il successo di ContessaUtopia continua a pubblicare le opere di uno dei maggiori esponenti della letteratura italiana del secondo novecento

È la volta del suo capolavoro: Donnarumma all’assalto.

Ottiero Ottieri nacque a Roma da genitori toscani nel 1924. Dopo gli studi letterari si trasferì a Milano. Poeta, romanziere e saggista, è stato uno dei primi intellettuali a scrivere dello sviluppo selvaggio dell’industrializzazione e dell’alienazione del mondo operaio. Esordì nel 1954 grazie a una segnalazione di Elio Vittorini. Assunto alla Olivetti, si trasferì a Pozzuoli. Da questa esperienza professionale trasse ispirazione per il suo libro più celebre, Donnarumma all’assalto, che nel 1959 ne consolidò il successo e la fama.

Nel 1962 firmò la sceneggiatura del film L’eclisse di Michelangelo Antonioni. L’anno dopo, con La linea gotica, vinse il premio Bagutta. Il tema della depressione guadagnò uno spazio crescente nella sua ricerca letteraria. Nel 1966, con L’irrealtà quotidiana, ottenne il premio Viareggio. Negli anni successivi fu finalista al premio Campiello e, per due volte, al premio Strega. È morto a Milano nel 2002.

I suoi romanzi, classici della letteratura italiana del secondo novecento, sono in corso di pubblicazione nel catalogo di Utopia.

Casa editrice: Utopia Editore

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