Si conclude il riordino del patrimonio materiale dei depositi del Museo Cervi

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp

Tutti conoscono il Museo Cervi di Gattatico e ormai decine di migliaia di persone  hanno  visitato  il  nuovo  allestimento  museale,  inaugurato  due  anni  fa,  dopo  la  pandemia. Ma ci sono anche spazi del Museo di cui pochi conoscono l’esistenza,  riservati ai depositi museali.

Qui sono contenuti tantissimi oggetti, per lo più doni  e  onorificenze  arrivati  dal  dopoguerra  fino  ai  giorni  nostri,  destinati  ad  Alcide  Cervi,  padre  dei  sette  Fratelli  uccisi  dai  fascisti  nel  1943,  e  alla  famiglia,  contribuendo  alla  formazione  dell’attuale  museo.  Medaglie,  targhe,  piatti  celebrativi, coppe e trofei, fotografie, modellini di velieri, ma anche soprammobili,  vecchi  strumenti di lavoro del mondo contadino, un candelabro a  sette bracci e  una scultura in legno con falce e martello.

Si tratta di un patrimonio immenso per  la costruzione della memoria del dopoguerra, che si rende finalmente più fruibile  al pubblico grazie a un consistente lavoro di riordino. È qui che dal 3 al 6 ottobre,  infatti, si è svolta l’ultima fase del corso di formazione sulla gestione dei depositi  museali con il metodo RE-ORG, promosso dalla Regione Emilia-Romagna, con la  collaborazione  di  ICOM  Italia  e  ICCROM  (Centro  internazionale  di  studi  per  la  conservazione  ed  il  restauro  dei  beni  culturali),  con  il  sostegno  del  Comune  di  Gattatico.  Proprio  il  Museo  Cervi  è  stato  scelto  come  luogo  della  fase  pratica  e  conclusiva  del  corso,  giunto  alla  sua  seconda  edizione,  dopo  una  lunga  formazione  teorica  avviata  lo  scorso  marzo. 

Quattro  giorni  intensissimi,  a  cui  hanno  partecipato  operatori  e  responsabili  di  10  importanti  musei  dell’Emilia Romagna,  dai  Musei  Civici  di  Modena  (sede  della  prima  edizione  del  corso)  al  Museo  civico  Archeologico  di  Bologna,  uniti  da  un  obiettivo  comune:  dare  un  ordine alla collezione contenuta nei depositi del museo di Gattatico con il metodo  RE-ORG  di  ICCROM-UNESCO.  Già,  ma  cos’è  il  metodo  RE-ORG?  Si  tratta  di  una  guida innovativa alla progettazione e alla  riorganizzazione dei depositi museali.

Lungi  dall’essere  un’arida  lista  di  procedure,  ha  un  approccio  passo-passo  per  aiutare coloro che lavorano con le collezioni culturali per riorganizzare i depositi museali,  concentrandosi  sull’uso  creativo,  ma  sicuro,  delle  risorse  esistenti. Finora RE-ORG è stato applicato con successo dagli esperti  ICCROM in  145 musei di 30 nazioni in tutto il mondo e ora è proposto per la prima volta in  Italia,  nei  musei  dell’Emilia-Romagna.  La  metodologia  RE-ORG  è  una  risposta  pratica  alla  necessità  di  una  corretta  gestione  dei  depositi,  talvolta  carente  o  incompleta,  che  comprende  quasi  sempre  la  parte  più  rilevante  dei  nuclei  di  collezione  conservati  nei  musei, fino  al  95%.  Venerdì  6  ottobre,  a fine  lavori,  è avvenuta  la  cerimonia  di  presentazione  dei  nuovi  spazi  di  deposito:  un  cambiamento significativo subito percepito dai presenti, a partire dalla autorità.  «Anche questa seconda edizione del corso di RE-ORG si è dimostrata un successo.  È  un  piacere  che  un luogo  così importante  come il Museo  Cervi  abbia  scelto  di  aderire a questo metodo efficace, testato a livello internazionale, che sta aiutando  gli operatori museali in Emilia-Romagna a portare più qualità nella gestione delle  proprie  collezioni. 

È  stato  un  eccezionale  lavoro  di  squadra,  di  persone  competenti e preparate che si sono messe in gioco a livello professionale e anche  umano»,  dichiara  Cristina  Ambrosini,  Dirigente  responsabile  del  Settore  Patrimonio  culturale  della  Regione  Emilia-Romagna.  «Ci  riempie  di  orgoglio  il  fatto che questo museo, in questo territorio, sia stato scelto dalla Regione Emilia Romagna per questo importante progetto, che ha contribuito a ordinare e ridare  valore  a  una  parte  consistente  del  patrimonio  di  Casa  Cervi»,  afferma  Luca  Ronzoni, Sindaco di Gattatico. È dello stesso avviso Albertina Soliani, Presidente  dell’Istituto  Alcide  Cervi:  «Si  tratta  di  un  progetto  fondamentale  per  il  Museo  Cervi  e  per  i  musei  dell’Emilia-Romagna.  Proteggere,  conoscere,  valorizzare  il  patrimonio  artistico  e  culturale  significa  questo:  assicurare  alle  future  generazioni  la  trasmissione  del  patrimonio  dell’umanità». 

Una  soddisfazione  condivisa  dalle  curatrici  del  corso,  Giorgia  Bonesso  e  Sonia  Caliaro,  e  dalla  responsabile del Museo Cervi, Paola Varesi.

LEGGI ANCHE

“Il conte di ponte Sisto” di Maurizio Milazzo

Romanzo di delitto e castigo, di falsità e riscatto, Il conte di ponte Sisto narra delle doppiezze e dei tradimenti di cui sono vittime il giovane programmatore precario Fabio e l’anziano senza fissa dimora